+39 334 7520208 info@ritajurada.it

“Prendo contatto e respiro. Nel silenzio del contatto mi abbandono a questo ritmo che, come un’onda, mi accompagna fuori e poi mi riporta a “casa”. Mi lascio trasportare e, nell’incontro, il grande Universo e il piccolo Universo racchiuso dentro il corpo che tocco diventano un tutt’uno. Assisto con occhi di bambina alla grandiosità della vita. E l’onda dolcemente “va verso” per poi far ritorno da dove è partita, solido rifugio dentro di me. E in questo andare e venire, qualcosa succede. Mi abbandono fiduciosa e scopro che, forse, ho un po’ di paura, perché attraverso questo contatto apro le finestre anche sul mio mondo che, ne sono certa, racchiude qualcosa che di me non so”.

Un contatto con la mano è certamente il primo gesto nella pratica dello Shiatsu ed è, tra l’altro, un gesto che accomuna chiunque si accinga a questa modalità di trattamento. Qualsiasi forma di contatto, implica un avvicinarsi e quindi un comunicare, fosse anche silenzioso, e da questo spontaneamente può nascere uno scambio. In genere gli strumenti che con più facilità utilizziamo nei nostri incontri quotidiani sono la parola e la vista; ma nello Shiatsu, il contatto privilegiato è sicuramente quello attraverso le nostre mani.

Quando appoggiamo la mano, stabiliamo un primo collegamento decisamente fisico, ma un gesto così semplice racchiude in realtà la possibilità di aprirci a un contatto più globale, a una condivisone che può andare ben oltre la fisicità che manifesta. In ogni nostro gesto quotidiano possiamo esercitarci a sperimentare questa opportunità e a verificare fin dove arrivare; questo dipenderà dalla nostra disponibilità all’incontro, da quanto ci sentiamo a nostro agio e dai limiti che ci poniamo rispetto alla situazione con cui entriamo in contatto.

Il toccare con le mani è qualcosa di molto istintivo. Basti pensare al gesto spontaneo di toccarci dove sentiamo male, e come, sempre istintivamente, la mano sia capace di esprimere calore, piacere, attenzione, sicurezza, protezione, ma anche di farsi talvolta veicolo di emozioni meno piacevoli. Da sempre però, nell’ambito della cura, il tocco sapiente attraverso le mani è stato capace di conforto, sostegno, accoglienza; avvalendosi proprio di questa grande risorsa, che è la possibilità del contatto e della conoscenza di tecniche specifiche.

Le mani hanno, rispetto ad altre parti del corpo, caratteristiche proprie, come un’antenna registrano e ci trasmettono gli stimoli provenienti dalla parte che tocchiamo, in forma di sensazioni diverse; ci collegano con l’aspetto vitale di un’altra persona e spesso quel che ci è possibile cogliere da questo contatto è difficilmente esprimibile con parole. Quanto più (in quel momento) sapremo essere liberi da schemi mentali e la nostra mente saprà essere solo spettatrice e non protagonista, tanto più la “lettura” sarà semplice e a “portata di mano”. Con lo Shiatsu, in fondo, impariamo a raffinare qualcosa che è già connaturato a ognuno di noi, la sensibilità, che va coltivata con calma e concentrazione, con attenzione, ma con rilassatezza.

Quando tocchiamo con la mano, tocchiamo la materia, che è comunque aggregazione di energia, energia che prende forma e si manifesta in uno stato condensato.

Infatti “energia” è il termine che più frequentemente ricorre come traduzione del termine “QI” che ritroviamo in Medicina Tradizionale Cinese.

Il primo contatto è utile affinchè chi viene trattato si possa sentire accolto e a proprio agio e, come conseguenza, senta di potersi affidare a chi sta lavorando. Dapprima la nostra sensibilità saprò cogliere le percezioni più fisiche: attraverso la vista potremo percepire l’aspetto della persona e i suoi movimenti (anche respiratori); attraverso il tatto, il tessuto che tocchiamo e la consistenza della struttura anatomica; attraverso l’udito, la qualità della sua voce e forse, attraverso l’olfatto, l’odore che emana.

Il passo successivo sarà portare la nostra attenzione anche ad altri livelli, lasciando che emergano in superficie le sensazioni e le emozioni che la parte toccata ci rimanda, per esempio: rigidità/tensione, caldo/freddo, agitazione/rilassamento, ecc.

Attraverso il primo contatto e quelli successivi che, attimo dopo attimo, andranno a comporre il trattamento, possiamo provare a percepire il movimento individuale dell’energia….e così lentamente il nostro sentire si svilupperà dentro di noi e le mani, strumento abile e raffinato, coltivato con pazienza e dedizione, sapranno ascoltare i rumori della superficie, così come quelli della profondità.
Possiamo però andare oltre nel coltivare la nostra capacità di ascolto, entrando in contatto con il nostro Cuore. Quando la mano ascolta attraverso il Cuore e si fa suo portavoce, ecco che allora il nostro contatto può diventare “contatto da Cuore a Cuore”.

La via del Cuore è così profonda.
È profonda come gli Oceani e senza confini come i Cieli.
Quanti davvero lo sanno?

Così recita il So Wen al cap. 78.

…ed ecco che attraverso il contatto, lo Shiatsu diviene possibile nutrimento per le nostre stesse potenzialità.
La pressione dello shiatsu si fa tramite le dita, le mani, i gomiti, le ginocchia.

La pressione viene esercitata su aree, Canali o punti precisi sulla superficie del corpo, riferibili ai punti ai agopuntura. In questi punti il QI, l’energia che anima l’organismo in ogni sua parte, si concentra in modo particolare, divenendo espressione in superficie di quel che c’è in profondità. Così, attraverso il premere, possiamo entrare in contatto con il QI in quel punto, Canale o area e produrre uno stimolo, e quindi un cambiamento, nella situazione energetica del momento.

Il corpo, quando è toccato attraverso una qualsiasi pressione, reagisce. La pressione stimola l’energia, il QI, in profondità pur producendo in genere uno stimolo molto piacevole.

Lavorando è molto importante portare l’attenzione alla parte bassa del nostro addome, all’Hara, baricentro energetico che conferisce equilibrio nella vita di ogni individuo.

 

….tratto da “Il grande libro dello Shiatsu” … degli insegnanti Scuola Xin a cura di Franco Bottalo.