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AGRIMONY (Agrimonia eupatoria) 

“Per le persone allegre, gioviali, piene di buon umore, che amano la pace e che sono disposte a rinunciare a molte cose, pur di evitare liti e discussioni che le manderebbero in crisi. Anche se in genere hanno dei problemi e sono inquiete, tormentate e stanche, sia a livello fisico che a livello psichico, sanno nascondere le loro preoccupazioni dietro l’umorismo e lo scherzo, e sono considerate degli ottimi amici da frequentare. Spesso fanno uno smoderato uso di droghe e di alcolici per stimolarsi e per aiutarsi a sopportare le prove della vita con allegria”.

Agrimony appartiene alla famiglia delle Rosacee. Cresce nei prati aridi, ai bordi delle strade e dei boschi fino a 1000 m. di altitudine e si nasconde nell’erba finché non fiorisce. La pianta può essere alta fino ad 80 cm. I fiori hanno 5 petali e sono disposti con movimento a spirale sulla spiga differenziandosi come segue: in basso i frutti, poi i fiori sfioriti, i fiori in piena fioritura e in alto i boccioli e la gemma apicale. Il calice dei fiori è rivestito al colletto di setole uncinate rivolte verso l’interno e nella fioritura i petali gialli e gioiosi coprono gli uncini, che ridiventano poi ben visibili e utili nel frutto.

La persona Agrimony è apparentemente sicura di sé, ben educata, suscita l’interesse con conversazioni brillanti. E’ una persona che riesce facilmente a comunicare con il prossimo. Non desidera essere coinvolta in beghe e conflitti; si sacrifica pur di evitare problemi. E’ difficile da individuare. Nell’individuo Agrimony abbiamo un alto livello di ansia mascherata, a cui corrisponde una sofferenza interna. Agrimony si aggrappa a quello che considera positivo e rifiuta tutto quello che, secondo il suo giudizio, non lo è: miseria, malattia, sofferenza, le zone inquietanti e oscure dell’inconscio. Fugge dal “negativo” per positivizzare tutto eccessivamente.

La forma in cui Agrimony si manifesta varia secondo l’educazione ricevuta, l’apprendimento, l’età e l’ambiente socioculturale in cui si muove.

La repressione che mette in atto contribuisce a generare una grande tensione interiore che lotta per esteriorizzarsi, come se fosse una pentola a pressione. Il vapore bollente che esce dalla valvola di sicurezza è quello che si percepisce come sregolatezza, eccessivo entusiasmo, allegria permanente, iperattività. Per evitare la sofferenza Agrimony riesce a dissociarsi dai suoi pensieri, sentimenti e sensazioni somatiche, e molto probabilmente non sarà consapevole di certi sintomi di angoscia, come oppressione toracica, dispnea, nodo alla gola, palpitazioni, disturbi al plesso solare, eruzioni cutanee, allergie e psoriasi sulla pelle.

Agrimony è anche prezioso per chi ha subito un trauma recente molto grave e si comporta come se non fosse successo niente, posticipando il dolore, perché si tratta di un’essenza che favorisce l’espressione emozionale. E’ un rimedio che porta vera profondità e prospettiva, un discernimento e un’accettazione delle mutevoli qualità ed espressioni della nostra vita emozionale.

Per il dott. Bach, Agrimony si è incarnato per apprendere la lezione della pace. Pe arrivare a ciò è necessario affrontare l’angoscia e la tristezza che tutti abbiamo dentro.

 

CENTAURY (Centaurium umbellatum Gilib. O Erythraea centarium pers.)  

“Per le persone buone, tranquille, gentili, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle loro energie, quindi si affaticano facilmente. Il loro desiderio di aiutare il prossimo è così forte che tendono a diventare più dei servi che degli aiutanti generosi. Il loro buon cuore li porta a fare più di quello che dovrebbero e, in questo modo, trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita!”.

Appartiene alla famiglia delle Genzianacee, ed è caratterizzata dalla produzione di sostanze amare.

Fiorisce da giugno a settembre con fiori rosa intenso. I fiori partono da diversi livelli sul fusto, ma arrivano tutti alla sua stessa altezza a formare come uno scudo. La pianta nonostante la sua delicatezza, sostiene il corimbo floreale. L’insieme di stelline rosa si schiude solo nelle ore più calde e assolate. E’ molto amara in tutte le sue parti. Gli erboristi l’hanno usata fin dall’antichità come tonico rafforzatore dell’organismo. Rudolf Steiner asserisce che “le sostanze amare eccitano la fame degli organi interni”.

L’assunzione di Centaury offre buoi risultati nella convalescenza ed ogni volta che si deve apportare energia: lavora su debolezza, sottomissione, aderenza sia a livello psichico che fisico.
Centaury ha un tipo di personalità dipendente che si fonda su convinzioni negative e distorte e l’individuo si sente completamente solo, indifeso, inadeguato e inutile e pensa che se lo abbandonano, morirà. E’ devoto, disponibile, onesto, si adatta a tutti per evitare discussioni. E’ disposto a tutto per avere la pace, anche ad annullarsi, giustifica tutti i prepotenti, gli opportunisti, gli sciacalli. Diventa servo e non vero aiutante e confonde il confine tra sé stesso e gli altri; la perdita di una relazione finisce sempre per essere la perdita di sé stesso. Centaury si rifugia negli altri per evitare il processo personale per diventare adulto, che tra le altre cose consiste nell’imparare a distinguere e a decidere.

L’individuo Centaury una volta rielaborato il suo tema, ha una grande forza però, può essere amabile e semplice nel contenere gli altri senza trascurare il proprio compito nella vita. Ha capacità di aggregazione, aiuta ma dosando il proprio spirito di umiltà. Accoglie la sofferenza dell’altro ma senza deturparsi, e la vera compassione è vedere che ognuno è uguale all’altro, sebbene sia spesso la morte a ricordarlo.

Per Bach, Centaury è venuto ad apprendere la lezione della forza e per fare ciò la lezione passa per l’assertività, esprimere cioè i propri sentimenti ed imparare a dire di no. Collaborare e non obbedire potrebbe essere la “parola d’ordine”.

 

WALNUT (noce – Juglans regia)

“Per coloro che nella vita hanno ambizioni e ideali ben precisi e li realizzano; qualche rara volta, tuttavia, l’entusiasmo, le convinzioni, le forti opinioni altrui possono distorglieli dalle loro idee e dai loro obiettivi. Il rimedio procura costanza e protezione da influenze esterne”.

Il noce appartiene alla famiglia delle Juglandacee. E’ una famiglia molto antica e l’impollinazione non avviene tramite gli insetti, ma è affidata al vento. Abbiamo i fiori maschili più precoci, pendenti e verde brunastri e quelli femminili che sono come piccoli fiaschi con 2 stimmi giallo-arancio, sui nuovi getti. Ogni foglia è composta da 7 o 9 foglioline a seconda dell’età dell’albero e dei suoi rami. Il 9 caratterizza la fase giovanile e il 7 la fase matura.

La carica energetica del noce si esprime nel bisogno di spazio che cerca avidamente con i suoi rami, si allarga e non gradisce altri intrusi arborei: gli stessi insetti se ne tengono lontani. Il noce teme oltre il freddo rigido, l’influenza della luce lunare sulle foglie: la luce riflessa, indiretta, in termini umani l’influenza dell’inconscio altrui.

Con la fruttificazione, che giunge qualche anno prima che la corteccia si fessuri verticalmente e assuma sfumature argentee sul fondo grigio, l’albero comunica la sua segnatura: il seme presenta due gherigli sovrapposti in un reciproco rispecchiamento, a simboleggiare i due emisferi del cervello fisico e i due emisferi del cervello eterico; il primo legato al pensiero logico-analogico, il secondo legato a pensiero vivente.

E inoltre il mallo, verde e carnoso, fa da cuscinetto-mantice a rivestire il duro guscio-cranio che racchiude i 4 emisferi.

Le noci rappresentano la perfetta segnatura della testa.

  • Il mallo verde è analogo al pericranio
  • Il guscio legnoso porta la segnatura del cranio
  • La sottile pelle gialla che avvolge il seme porta la segnatura della dura meninge e della pia madre, che come veli sottili avvolgono il cervello
  • Il gheriglio ha la stessa forma del cervello

La scatola cranica può essere vista come una prigione e uscirne è come risolvere l’enigma della vita. Questo rimedio floreale ci protegge in tutti i processi di trasformazione, in tutte le fasi dell’esistenza dalla nascita lungo le tappe dei cambiamenti fisiologici ed emozionali e ci dà la capacità di sentirci a proprio agio nell’assimilare nuove informazioni.

Bach definisce l’essenza Walnut, l’essenza che rompe l’incantesimo.

 

HOLLY (Ilex acquifolium) – agrifoglio

“Per coloro che a volte, sono assaliti da sentimenti quali l’invidia, la gelosia, la vendetta, il sospetto. Queste persone possono arrivare a soffrire molto, spesso senza che ci sia una vera ragione per la loro infelicità”.

Albero sempreverde, lento nella crescita. I semi germogliano solo nel secondo o terzo anno, fiorisce solo dopo i venti anni e negli anni il suo legno si fa duro, compatto e pesante.

Ci sono nel corso della crescita tre particolari cambiamenti:

  • la disposizione dei rami inferiori è rigida, mentre diventa disordinata nei superiori;
  • le foglie verso la cima dell’albero e nelle piante adulte si trasformano diventando piane, si ovalizzano e perdono progressivamente le spine (per ultima quella terminale)
  • le bacche, inizialmente verdi, nel maturare diventano rosso-viola e infine rosso brillante.

Da maggio a giugno le piante, di solito dioiche (maschili e femminili separate), schiudono i piccoli fiori bianchi cruciformi dal dolce profumo: quelli maschili, un po’ più grandi, hanno stami prominenti, quelli femminili hanno 4 stigmi che tracciano un disco sull’ovario.  I frutti sono bacche velenose per l’uomo, ma non per gli uccelli, che per di più provvedono a diffondere i semi.

L’individuo Holly si relaziona con un’importante emozione primaria: l’ira. Ira e tutti i suoi derivati: odio, rabbia, irritazione, risentimento, furia, collera, esasperazione, indignazione, irritabilità, ostilità, violenza, avversione, ecc. E’ un individuo con una sofferenza di lunga data, acuta, come segnalano le spine, dal cuore indurito dalla scontentezza, dalle frustrazioni che spesso nascono senza un perché preciso, a volte proiettando sul prossimo il proprio livore e la propria gelosia ed invidia, per un livello sociale raggiunto dall’altro e non da sé. Vi possono essere reazioni a stimoli esterni come aggressioni, umiliazioni, tradimenti. E’ una violenza che esce dal cuore sotto forma di odio, rabbia, aggressività pura e diretta, desiderio di fare il maggior danno possibile all’altro, di ferire, uccidere, punire. Non c’è solo l’esplosione istantanea a un fatto preciso, ma anche la reazione di rimuginamenti mentali negativi, frustrazioni e risentimenti quotidiani.

Holly è molto buono per trattare l’aggressività infantile, le gelosie.

Se c’è qualcosa che manca a Holly, è proprio l’amore. Questo rimedio è di aiuto nella evoluzione spirituale.  La trasformazione che Holly permette all’individuo è di irradiare amore verso il prossimo, di essere empatico, di comprendere i sentimenti degli altri, senza più ferirli, di condividere il successo ed il benessere senza esserne più invidioso o geloso.

Bach stesso definì Holly come uno dei fiori più spiritualizzati. Fiore che si collega a una delle lezioni più difficili dell’apprendimento, quella dell’amore universale.

 

STAR OF BETHLEHEM – il fiore del trauma e dell’inconsolabilità

“Per quelli che vivono in uno stato di grande malessere a causa di situazioni che hanno provocato loro una grande infelicità, come lo shock causato da cattive notizie, la perdita di una persona cara, lo spavento che segue un incidente o altri eventi simili. Questo rimedio porta sollievo a quelli che per un certo periodo rifiutano di essere consolati”.

E’ un stella bianca a sei punte. Fa parte della famiglia delle Liliacee (aglio, cipolla, l’asparago…),famiglia antichissima di piante. Il rimedio è in grado di sostenere anche traumi karmici. Il fiore a 6 punte è come la stella di Zaratustra (più tardi sigillo Di Salomone ed ancora stella di Davide).

Non esiste la personalità Star of Bethlehem: secondo Bach il rimedio consola e calma i dolori e le pene.

E’ il fiore specializzato nel trattamento di tutti i traumi: morte di una persona cara, la minaccia della propria vita o quella di una persona cara, un grave danno fisico o altri tipi di pericolo per l’integrità fisica o psichica così forte da non riuscire a gestirli. Traumi non solo repentini ma anche situazioni che lavorano per un lungo periodo (disoccupazione, rapporto di coppia turbolento).

Star of Bethlehem da solo non è sufficiente perché lavora ad amplissimo raggio, ma deve essere abbinato ad altri rimedi (White Chestnut, Rock rose, Honeysuckle, ecc.) legati alla situazione che ci viene portata.

Una caratteristica di alcuni traumi consiste nel livello di disconnessione che possono comportare: sul piano fisico possiamo avere la comparsa di svenimenti o anche stati di coma. Sul piano psichico una dissociazione in cui si vive l’esperienza traumatica come qualcosa di irreale che non sta accadendo a noi e che può portare a rimuovere il ricordo della situazione. Il TRAUMA deve essere ricondotto al contesto di riferimento. Si può utilizzare Star anche per un trauma che non si è ancora verificato (un intervento chirurgico, un processo, un esame) associandolo a Rock rose e Walnut.

L’assunzione di Star of Bethlehem può aiutare a diventare consapevoli di vissuti dimenticati, anche dolorosi. In alcuni casi, il superamento dei traumi non richiederà un comportamento consapevole e si realizzerà durante il sonno, nell’inconscio. Spesso non ci si accorgerà di questi “superamenti” e saranno evidenti nel momento in cui riprenderanno alcune attività soffocate dal trauma, oppure ci sarà la riattivazione di una funzione fisica oppure un cambiamento di visione o di atteggiamento di fronte a una certa circostanza.

E’ il rimedio dell’inconsolabilità, disse Bach: questo rimedio porta sollievo a quelli che per un certo periodo rifiutano di essere consolati.

 

Bibliografia:

  • I fiori di Bach – Accademia Centaurea – Macro Edizioni
  • Nuove terapie con i fiori di Bach – D. Krämer – Ed. Mediterranee
  • Fiori di Bach – 38 descrizioni dinamiche – R.Orozco – Ed. Centro di benessere psicofisico