VERVAIN (verbena officinalis)
“Per coloro che hanno idee e principi ben radicati che essi ritengono giusti e che sono disposti a cambiare molto raramente. Desiderano sempre convertire ai loro punti di vista tutte le persone che li circondano. Possiedono una forte volontà e molto coraggio quando sono convinti di ciò che desiderano insegnare. Nella malattia lottano più a lungo di altri prima di arrendersi e di tralasciare i propri compiti”.
Fa parte della famiglia delle Verbenacee. Ha un fusto legnoso alla base, quadrangolare e quando cresce ha quasi l’aspetto di un candelabro ebraico, la sua forma è essenziale, fiera, eretta. Poi i rami si ammorbidiscono e la pianta diviene più arruffata.
L’individuo Vervain disarmonico è l’idealista a oltranza, un fanatico, sfida sé stesso senza tattica né strategia. Ha poca consapevolezza della disponibilità energetica e fisica su cui può fare affidamento e così può arrivare alla rigidità, all’esaurimento e ad altre patologie. Ritiene che le sue idee e i suoi principi siano giusti, sacri addirittura, e desidera convertire gli altri ai suoi punti di vista.
Le ingiustizie lo irritano, sfida le limitazioni, le barriere, la mediocrità non fa per lui. Questo stress costante porta a essere tesi, nervosi, esaltati, aggressivi e può portare a soffrire d’insonnia. Certamente alla base ci sta una mancanza di empatia, di tenerezza, forse la violenza è stata vista come un metodo efficace per ottenere quel che si vuole.
La guarigione è non ferire nessuno, portare avanti la propria direzione senza dimenticare i contenuti dell’anima che sono SACRI (proprio come la verbena è una pianta sacra). Il passaggio che la persona deve compiere è di contattare profondamente la propria interiorità, la profondità del suo cuore con il minimo sforzo e la massima resa e poi andare verso una direzione ascendente che porti con sé i contenuti dell’anima. E’ un profondo contatto con la parte sacra che però non ferisce nessuno.
Esiste poi la condizione Vervain che si trova nei bambini o nei giovani ed è la ribellione di fronte alle regole: non sempre è un comportamento negativo, anzi nei bambini a volte è buono per uscire da ambienti iperprotettivi e costruire poi un futuro senza entrare in dinamiche di chi “subisce”.
Secondo Bach, Vervain è venuto a questo mondo per apprendere la lezione della tolleranza. Dice Bach: “E’ necessario rendersi conto che le grandi imprese da realizzare nella vita devono esser fatte in maniera tranquilla e moderata, senza tensione né stress”.
VINE (vitis vinifera)
“Per le persone molto capaci, consapevoli dei loro talenti, fiduciose di riuscire. Essendo così sicure, pensano che sarebbe bene se gli altri si lasciassero persuadere a fare le cose come essi le fanno o come sono certi che sia giusto fare. Anche nella malattia, continuano a dirigere chi è al loro servizio. Possono essere di grande aiuto nei casi di emergenza”.
Bach aveva bisogno di un aiuto per le persone ambiziose, piene di volontà e ferrea determinazione, che soffrono delle conseguenze psichiche e fisiche del loro atteggiamento: desiderava fare in modo che la capacità e l’ambizione possano essere portate nel mondo per il bene, per qualcosa di veramente importante.
La vite (vitis vinifera è la pianta della vite) è una pianta robusta e può vivere fino a 600 anni. E’ dotata di una grandissima forza vegetativa e se un vigneto viene tolto, ancora dopo anni si vede rinascere qualche pianta spontanea. Le radici possono scendere fino a 20 metri. I fiori vanno verso l’alto e maturando il grappolo cede alla forza di gravità e si piega verso il basso.
Nella vite coltivata per la produzione del vino, vite che normalmente viene tenuta bassa affinché anche il calore della terra faccia maturare l’uva, si nota che la pianta sacrifica la sua forza di espansione in altezza donandola ai frutti. Sulla stessa pianta abbiamo i rami vecchi legnosi e i nuovi getti verdi ed elastici.
Scegliendo il fiore della vite, Bach coglieva il punto della vita della pianta dove sta ancora eretta, rivolta verso la luce cosmica, destinata ad una nuova missione: sceglieva il fiore piccolissimo prima che diventi grappolo grande e sempre per la forza di gravità, si rivolga verso il basso.
L’acqua che la vite tira su dal terreno per vivere è per analogia, quella parte emozionale di cui ha bisogno l’individuo Vine disarmonico per ammorbidire il suo carattere: acqua che ammorbidisce e fa diventare prezioso tutto quello che c’è, che fa diventare empatici, che mette in contatto con i sentimenti, gli stati d’animo e le emozioni. L’individuo Vine disarmonico è un dittatore, è ambizioso, è severo, senza riguardi, intransigente nei confronti dell’altro, non scende a compromessi, mentre nel suo aspetto evolutivo possiede l’arte del comando, sa dare ad ognuno il suo compito, è un ottimo organizzatore: è sicuramente un leader naturale ed empatico, solido e coerente che al tempo stesso sa “gestire” i suoi seguaci (Gandhi).
Il Vine secondario è di più facile approccio perché qua troviamo un meccanismo di difesa sotto cui si nasconde l’insicurezza e, in molti casi, un’infanzia molto dura e traumatica, dove il soggetto fu obbligato a diventare insensibile e a indurirsi per sopravvivere emozionalmente alle aggressioni, alle umiliazioni degli altri: piuttosto che subire, preferiscono essere quelli che attaccano per primi.
Bach scrisse: “L’avidità conduce al desiderio di potere e, pertanto, è una negazione della libertà e dell’individualità dell’anima. Invece di accettare che ognuno di noi sta su questa terra per portare a compimento i dettami della sua Anima, la personalità avida vuole imporsi, plasmare e dirigere, usurpando il potere del Creatore”.
ROCK WATER
“Per coloro che sono molto rigidi nel loro stile di vita e si negano frequentemente gioie e piaceri perché temono che queste possano ostacolare il loro lavoro. Sono severi maestri con sé stessi. Desiderano essere sani, forti, attivi e faranno qualsiasi cosa li riesca a mantenere in queste condizioni. Sperano che il loro esempio induca gli altri a imitare le loro idee per diventare alla fine migliori”.
L’acqua contiene in sé 2 elementi: l’acqua e la terra con tutte le caratteristiche che li contraddistinguono, quali: mobilità, adattabilità, penetrabilità, umidità, morbidezza, luminosità e purezza ma, al tempo stesso anche fissità, rigidità, impenetrabilità, secchezza, durezza, buio e impurità. L’acqua ha una grande forza che riesce a scavare la roccia fino a riversarsi con grande forza all’aperto, rompe gli argini, si arresta, si restringe.
L’acqua è anche un potente veicolo di informazioni, nelle acque si imprimono le forze formative provenienti dagli astri. L’acqua non è mai uguale perché nel suo percorso si porta dietro tutte le informazioni di cui si riempie mentre attraversa la montagna, la pianura, un prato: in lei c’è tutto.
La tipologia Rock Water è un individuo che vive con alti ideali, preso dal perfezionismo e si nega anche i piccoli piaceri della vita: deve imparare a sbagliare come opportunità di crescita, deve diventare flessibile per vivere ciò che la vita gli porta incontro.
In fondo rifugiarsi nella morbidezza di una goccia d’acqua filtrata attraverso il setaccio del destino potrebbe permettergli di portare nel mondo in silenzio i propri ideali, libero da tutti i condizionamenti evitando d’ammaestrare gli altri.
Die Lao Tse nel suo Tao Te Ching:
Niente al mondo è più molle e debole dell’acqua; eppure non v’è niente che come l’acqua possa vincere tutto quanto c’è di rigido e duro; immutabile scorre, com’è nella sua natura.
Bach scrisse: Dobbiamo mantenere un pensiero flessibile, perché le idee preconcette e i pregiudizi non ci privino dell’opportunità di raggiungere una conoscenza più ampia e più nuova. Dobbiamo essere sempre disposti ad aprire la mente e a rifiutare qualsiasi idea, per quanto sia radicata, se l’esperienza ci mostra una verità migliore.
Dice Orozco che Rock water sia un catalizzatore di flessibilità.
“Bach l’ha collocato come l’ultimo fiore dei 7 aiutanti (vedi sotto): non starà forse a simboleggiare la fine di un cammino spirituale? Un processo alchemico interiore che termina con la dissoluzione dell’ego? Un viaggio iniziatico che cominciò col primo fiore del primo gruppo, Rock rose. Si inizia cioè con ciò che è istintivo, che sta germinando, con la sopravvivenza sulla Terra dell’anima appena incarnata, che deve cominciare un cammino di perfezionamento fino alla sua trasmutazione definitiva, la morte simbolica per dissoluzione nell’acqua. …..…ho sempre pensato che il sistema floreale fosse una specie di parabola, di allegoria di un viaggio iniziatico che sicuramente compì lo stesso Bach”.
- Parleremo più avanti della suddivisone in “aiutanti”, “tipologici”, ecc.
BEECH – (fagus sylvatica)
“Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda, e, sebbene molte cose appaiano sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buone in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in cui essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.
L’albero del faggio fa parte della famiglia delle fagacee. Cresce solitario e si rivela intollerante alla convivenza con altre piante: solo l’agrifoglio, la primula, le violette, le epatiche, riescono a condividere alcuni spazi con lui.
Entrare in un bosco di faggi è come entrare in una cattedrale gotica, dove la luce filtra con difficoltà. Le radici degli alberi si estendono su un’area ampia e superficiale. I rami sono assenti nella parte bassa, si rivolgono verso l’alto a formare ampie volte e una grande chioma: le foglie in autunno assumono dei colori meravigliosi. I fiori femminili sono corti e rotondeggianti, quelli maschili penduli. I frutti compaiono ogni 5-6 anni su piante di almeno 60 anni.
Un individuo Beech è austero, con tensione alle spalle e rigidità alla fascia muscolare superiore del corpo. Un individuo in uno stato Beech disarmonico colpisce inesorabile e sicuro là dove trova la debolezza dell’altro. Non gli sfugge niente degli altri, ma non vede sé stesso. E’ intollerante per più cose, da una piccola smorfia di fastidio a una serie di pensieri ostili con frasi molto aggressive: è difficile incontrare individui di questo tipo che non uniscano varie intolleranze. Il suo senso critico non gli permette di vedere la luce che c’è al difuori del suo mondo.
Dietro la sua polemica e la sua meticolosità, a volte esagerati, si nasconde una distorta preoccupazione verso gli altri e un bisogno di rassicurazione attraverso la correzione degli errori altrui.
Bach dava molta importanza a questa essenza perché essa aiuta ad acquisire la capacità di vedere cosa c’è di buono anche nelle cose che sembrano a tutta prima sbagliate.
I passaggi per arrivare a ciò sono: affrontare la nostra imperfezione, raggiungere l’autoconsapevolezza e conoscere i nostri limiti. Riconoscendo i nostri difetti non li proietteremo più negli altri e ci comporteremo con più indulgenza nei loro confronti.
CHICORY – (Cichorium intybus)
“Per coloro che sono molto attenti ai bisogni altrui. Tendono a prendersi eccessivamente cura dei bambini, dei parenti, degli amici e trovano sempre qualcosa da rimettere a posto. Correggono continuamente ciò che considerano sbagliato e hanno piacere di farlo e desiderano intensamente avere sempre vicino coloro che amano”.
Fa parte della famiglia delle Composite: la cicoria come il tarassaco hanno come caratteristica la formazione di lattice in tutta la pianta e la produzione di sostanze amare nella radice. In Chicory la radice è lunga, tenace, carnosa. Nel primo anno la pianta si presenta solo con una rosetta fogliare. Nel secondo anno di crescita spuntano i fiori a gruppi di 2-3 all’ascella delle foglie e lo stelo.
Il fiore è a forma di petalo lungo e stretto, che si inserisce nel ricettacolo che forma la base di un insieme di questi piccoli fiori. I fiori sono normalmente 16: in ognuno la linguetta termina con 5 intaccature. I fiori sono rivolti ad est, si aprono secondo l’orologio solare del mattino presto e a mezzogiorno si richiudono se ci sono nuvole; una volta raccolti, appassiscono subito perdendo le ligule. Ogni singolo fiore dura 24 ore. Fiorisce da giugno ad ottobre.
L’archetipo “chicory” è quello della madre bisognosa e non quello della madre buona.
Bach paragonò lo stato Chicory POSITIVO con l’archetipo della “madre universale”, il potenziale materno dell’anima latente in tutti gli esseri umani, sia uomini sia donne…. Nello stato Chicory positivo, la grande energia materna può essere spesa positivamente, perché, prelevando da ciò che è in abbondanza, possiamo dare disinteressatamente senza aspettare una ricompensa o esigerla interiormente..
In verità è quell’individuo che per ottenere attenzione, sia affettiva sia riguardo alla posizione sociale o alla sicurezza economica, è disposto a manipolare in modo subdolo per creare dipendenza. In lui vive la paura di perdere qualcuno o qualcosa e perciò si contorna di amici e affetti per sentirci più sicuro E’ solitamente rigido; ha sempre la sensazione di dare di più di quello che riceve, è esigente, possessivo, iperprotettivo però anche molto vulnerabile e dal pianto facile. Non vede i suoi meccanismi negativi di legame verso le persone (ricatto affettivo, manipolazione, affetto dato per ricevere) perché lui crede di emanare amore.
Le piante di Chicory sono sensibili al movimento del sole e delle nuvole, così come le persone sono sensibili ad ogni movimento del sole della loro vita, gli affetti. Nel tradizionale linguaggio dei fiori si dice: “Come la cicoria, che si gira sempre verso il sole, così niente può distogliermi da te, dal darti tutto il mio amore col cuore, il corpo e l’anima!”
Per Bach, Chicory è venuto in questo mondo per imparare la lezione dell’AMORE, un amore verso gli altri distaccato, dove si dà disinteressatamente senza aspettare una ricompensa in cambio; un amore generoso, privo di attaccamento e richieste.
La lezione più difficile dell’intero sistema floreale e, se la lezione è difficile anche il premio lo sarà. Infatti è difficile immaginare qualcuno più evoluto di un Chicory armonico.
Bibliografia:
- I fiori di Bach – Accademia Centaurea – Macro Edizioni
- Nuove terapie con i fiori di Bach – D. Krämer – Ed. Mediterranee
- Fiori di Bach – 38 descrizioni dinamiche – R.Orozco – Ed. Centro di benessere psicofisico