+39 334 7520208 info@ritajurada.it

Secondo Goethe

“… Quando non sia più come andare avanti, lascia che siano le piante a dirtelo, le piante che tu lasci spuntare, crescere, fiorire, e dar frutti dentro di te. Impara il linguaggio dei fiori.

 

Tutti gli abitanti della terra sono in grado di capire il linguaggio dei fiori, poiché il loro maestro è lo Spirito-Sole che parla al cuore di ogni uomo. Le piante indicano la via che porta dalla morte alla resurrezione, passando attraverso qualsiasi strettoia e abisso, sopra qualsiasi pascolo e a qualsiasi altezza il sentiero possa condurre: la bacca di sambuco, la rosa selvatica, il crisantemo, l’aster – sono i gradini della scala che porta alla trasformazione, alla purificazione e alla guarigione delle ingiustizie e degli affanni del mondo.”

 

Albert Steffen, Journeys Here and Yonder

 

Leggendo diversi testi relativi alle essenze floreali quello che mi ha colpito profondamente è la “lettura” della Natura c’è tutta l’esperienza e la ricerca di Göthe. Quando ho scoperto questo mondo posso con certezza dire che la parola che meglio definisce quello che stavo vivendo e che continuo a farlo è la parola meraviglia, anche se credo di essere consapevole che questo è solo un passo nel continuo processo di ricerca e di scoperta in questo campo vastissimo.

Già l’alchimia riconosceva la corrispondenza tra il macrocosmo della Natura e il microcosmo dell’Uomo. Gli alchimisti rosacrociani capirono che il sentiero dello sviluppo spirituale dell’uomo deve unirsi al mondo per poter incontrare l’espressione delle leggi spirituali nelle forme e nei processi della Natura.

Questo venne ulteriormente ampliato dal poeta e scienziato naturalista Johann Wolfgang von Göthe. Invece di misurare i componenti chimici di una pianta, Göthe studiò come la forma della foglia evolve dalla pianta giovane alla pianta matura, appare in una nuova forma nei petali del fiore e ancora in stami e pistilli. Vide il fiorire e il fruttificare come il momento culminante di una danza di espansione e contrazione. In base a questo assunto, sviluppò il concetto di “metamorfosi delle piante”.

Egli era in grado di percepire la fluidità delle forme negli esseri viventi come espressione dei modelli eterici e delle leggi cosmiche sottostanti. Chiamò queste forme e questi processi come “gesti” delle piante o degli animali: ciò porta alla comprensione che esiste una corrispondenza tra le forme fisiche esteriori e le proprietà interiori che esse esprimono.

Attraverso questo processo possiamo capire non solo i fenomeni naturali, ma anche i loro effetti sul nostro essere poiché noi li viviamo interiormente.

Il metodo goethiano è un incontro con un mondo naturale molto tangibile che ha le sue proprie leggi e verità. La nostra comprensione del mondo deve basarsi su ciò che c’è veramente, scoprendo la corrispondenza tra l’esperienza interiore e i fenomeni esteriori. Questo necessita ti tempo e pazienza affinché si sviluppi una vera tecnica di ricerca scientifica che ci permette di vedere la verità dall’errore.