ROCK-ROSE (Eliantemo – Helianthemum nummularium)
“E’ il rimedio d’emergenza per i casi in cui sembra non esserci speranza. In caso di incidenti o malattie improvvise, o quando la condizione della persona è abbastanza grave da causare grandi timori in chi lo circonda. Se il malato è in uno stato d’incoscienza, è possibile inumidirgli le labbra con il rimedio o aggiungere altri che si ritengono necessari, come per esempio Clematis, se c’è incoscienza, cioè uno stato d sonno profondo, Agrimony se la persona è molto tormentata e così via”.
Rock rose è chiamato in italiano eliantemo, “fiore del sole” e appartiene alla famiglia delle Cistacee. E’ una pianta che quasi non si vede, bassa dai 5 ai massimo 30 cm (dipende dalla zona dove cresce). Nella parte inferiore del fusto i boccioli sono reclinati verso terra e fanno intravedere i petali ancora chiusi bordati di rosso scuro. Nella parte superiore i fiori sbocciati hanno 5 petali giallo intenso, come stropicciati. Si aprono solo in pieno sole e vivono solo un giorno. Gli stami si drizzano verso l’alto e sono aperti se c’è il sole, se il tempo è scuro si raccolgono in un fascetto verticale. Se i fiori vengono colti i petali delicati cadono quasi subito. Fiorisce da aprile a settembre.
La paura nasce dalla percezione di una minaccia fuori o dentro di noi e come tale rappresenta la possibilità di difenderci e di trovare risorse adeguate per la sopravvivenza. Quando è molto forte può portare al blocco annientando l’individuo.
Il rimedio fu individuato da Bach per affrontare una situazione di gande terrore di fronte a un’emorragia di una sua paziente. Il sangue è la vita che nel caso di un’emorragia fuoriesce e si può sperimentare il contatto con la morte. Rock rose è la paura di vivere esperienze che non si conoscono forse perché è venuta a mancare la funzione protettiva delle figure di riferimento, non si è creata una “base sicura”, un luogo dove rifugiarsi dalla tempesta. Rock rose è paura della morte vista come processo di cambiamento definitivo e radicale. Il terrore di lasciare vecchi schemi per divenire sempre più ciò che si è. Ciò può portare all’attacco di panico che è patologia tipica della nostra società. L’attacco di panico evidenza in un processo evolutivo, la difficoltà di porsi nelle proprie scelte, senza più punti di riferimento, nella possibilità della libertà.
Poiché il panico è una delle emozioni più contagiose, non bisogna dimenticare che Bach raccomanda il suo uso non solo per colui che ne soffre, ma anche per le persone che lo circondano.
La paura forte ed il relativo meccanismo di difesa ci stanno e sono “vitali” per noi. Il problema nasce quando il meccanismo di adattamento si innesca in caso di situazioni che non rappresentano un pericolo per la sopravvivenza, come andare dal dentista, parlare in pubblico: questi sono stati di emergenza.
Per Bach, la persona Rock-rose è venuta al mondo per apprendere la lezione del coraggio.
MIMULUS – (Mimulus guttatus)
“Per le paure causate dalle cose del mondo, come la malattia, il dolore, gli incidenti, la povertà, il buio, la solitudine, la sfortuna, le paure legate alla vita quotidiana. Le persone che ne soffrono sopportano in silenzio e in segreto i propri timori perché non ne parlano volentieri agli altri”.
Mimulus fa parte della famiglia delle Scrofulariacee (della stessa famiglia della digitale, dell’eufrasia, della bocca di leone), ama i suoli umidi e i luoghi luminosi.
Vive presso torrenti, fiumi, canali e stagni, attaccata ai sassi, come appesa precariamente sull’acqua. La pianta ha una notevole vitalità e capacità riproduttiva. Le radici, poco sviluppate, affondano in parte nella ghiaia del letto d’acqua e sono in parte striscianti e sommerse. Il fiore ha un calice a forma di campanella da cui fuoriesce a tubo, la corolla che si apre in 5 petali gialli suddivisi in un labbro superiore bipartito e un labbro inferiore tripartito con minuscole macchie arancio-rossastre. Se viene sfiorato, racchiude i due lobi dello stigma. Il fiore ammicca nella sua forma a un volto sorridente.
Mimulus è la parte di noi che non sa o non riesce ad esprimere la seduttività verso la vita. Arrossisce ma non osa. Ha bisogno di essere accompagnato ad esplorare il mondo per poter sperimentare la sensualità della vita, trovando il coraggio di vivere in prima persona le sue avventure perché continuando a delegare, può non riuscire a portare nel mondo i suoi sogni. L’individuo Mimulus è prudente all’eccesso: ha paura del cane del vicino, la manifestazione per la pace, l’incontro con i colleghi di lavoro, è apprensivo. La sua crisi esprime ansia e si manifesta nel pianto. Non si relaziona profondamente con nessuno, a meno che non sia sicuro di piacere o essere accettato perché sente che gli altri sono sempre pronti a giudicarlo, criticarlo e disapprovarlo perché inadeguato, inutile e inferiore.
Il limitarsi e rinunciare alla maggior parte delle situazioni che gli procurano paura, genera una tensione interiore, vissuta con ansia e rabbia (interiore), che a sua volta può trasformarsi in senso di colpa, tristezza o direttamente in qualche malattia. L’individuo Mimulus può arrivare alla depressione, perché introverso, pessimista, triste, isolato, mancante di abilità sociali e risorse per andare incontro alle difficoltà della vita quotidiana.
Può essere utili ai bambini nei primi giorni di scuola, quando da una situazione sicura si passa a un confronto concreto con il fuori.
Parte della lezione da apprendere consiste nella “saggezza dell’insicurezza”, perché chi accetta la sua natura vulnerabile e peritura si trasforma in saggio. Per Bach la persona Mimulus è venuta ad apprendere la lezione della Compassione: compassione che non va solo nutrita come sentimento, ma anche trasformata in azioni concrete.
CHERRY PLUM (Prunus cerasifera Ehrn.) – mirabolano
“Per le paure di chi ha la mente sovraffaticata e teme di perdere la ragione e di fare delle cose spaventose e terribili che non desidera compiere sapendo che sono sbagliate; nonostante ciò, tuttavia, il pensiero ritorna su di esse e si prova l’impulso di farle”.
Fa parte della famiglia delle Rosacee, della sottofamiglia dei pruni, prugnolo, susino, ciliegio, mandorlo, albicocco, ecc. (Prunosidee). Le corolle dei fiori hanno 5 petali. La sottofamiglia delle Prunosidee si caratterizza perché oltre alle sostanze tipiche delle rosacee (sostanze zuccherine e vitamine) contiene nei semi racchiusi nei noccioli duri e in alcune specie di prunus (Laurocerasus e Padus), anche nelle foglie e nella scorza, glucosidi che contengono acido cianidrico. Nel momento in cui il seme germoglia e si radica le sostanze cianidriche si disperdono.
La corteccia inizialmente liscia e tratteggiata, diviene poi ruvida e fessurata. E’ uno dei primi alberi a fiorire insieme al prugnolo. Il frutto è commestibile: dapprima verde e crescendo diviene rosso scuro o giallo con la polpa interna sempre gialla. All’interno c’è, non dimentichiamolo, il nocciolo con il seme contenente acido cianidrico.
La situazione Cherry Plum si caratterizza con aspetti forti, come la paura di sé stessi e dei propri pensieri, il timore di pensare e di fare cose terribili e sbagliate, di perdere il controllo, la paura di nuocere a sé stessi o agli altri in modo irreparabile, di essere messi di fronte a situazioni in cui si teme che la mente sia messa troppo alla prova.
Una situazione che può portare a un aspetto Cherry Plum è esser cresciuti in ambienti dove le emozioni venivano represse per non essere vulnerabili di fronte a genitori troppo severi ed esigenti, dove la spontaneità è stata sacrificata a favore dell’irreprensibilità morale, l’obbedienza, il perfezionismo e la responsabilità. Compito del rimedio è di riportare la pace interiore, la quiete nei pensieri, il pacifico dominio di sé.
ASPEN (Populus tremula) pioppo tremulo
“Per quelle vaghe paure sconosciute per le quali non c’è nessuna spiegazione, nessuna giustificazione. Il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di tremendo che, secondo lui, sta per accadergli, ma che egli non riesce a definire. Queste aure imprecisate e inspiegabili possono ossessionarlo sia di notte sia di giorno. Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri”.
Il pioppo tremulo è un piccolo albero, rappresentante della famiglia delle Salicacee, ama crescere in pieno sole e preferisce i terreni umidi. La corteccia liscia è di color verde argenteo o bianco grigiastro e con l’età diviene più scura e fessurata. Le foglie sono verdi nella pagina superiore e grigie in quella inferiore. Il picciolo delle foglie è molto lungo, come la foglia o anche di più, sottile, piatto. Con un tale picciolo la foglia diventa un ventaglio che un semplice alito di vento la fa agitare.
Il pioppo tremulo è uno dei primi alberi, insieme al mirabolano, a fiorire in primavera. I fiori nascono prima delle foglie e sono degli amenti penduli di 5-10 cm. I fiori maschili sono grigio bruni con antere rosse che divengono gialle di polline a maturità. I fiori femminili sono più sottili, sempre color verde bruno e a maturità producono capsule lanose.
Aspen è utile nel caso di paura o ansia immotivata, quando si ha la percezione che qualcosa sta per accadere anche se non si sa esattamente cosa, quando ci sono sensazioni di presenze o entità estranee, quando i bambini dicono di vedere cose strane, quando sono inconsolabili e pensano che ci siano dei mostri a letto. Il rimedio è utile quando si provano situazioni di forte tremore, sudorazioni immotivate, incubi notturni e paura del buio, fino a problemi di insonnia.
Per trasformare queste ombre è importante un buon contatto con la terra, è avere fede e fiducia in se stessi. Le persone che sono riuscite a trasformare la situazione disarmonica Aspen, possono diventare dei veri pionieri (i pioppi occupano le terre lasciate dai ghiacciai) di altre dimensioni, possono intuire e verificare connessioni e presenze che alla maggior parte degli individui non sono accessibili, possono donare la loro conoscenza e sensibilità come fa la pianta in primavera creando soffici tappeti di semi che sembrano nuvole.
Potremmo definire Aspen come la madre di tutte le paure, perché rappresenta quella ancestrale e più archetipica.
C’è un proverbio cinese che dice: La paura bussò alla porta, la fede aprì e non c’era nessuno”.
Narra una leggenda cristiana: “Mentre la Sacra Famiglia, in fuga a causa di Erode, attraversava un bosco, tutti gli alberi si piegarono in profonda riverenza. Solo il pioppo rimase ritto in orgogliosa superbia. Allora fu toccato dallo sguardo del Bambino Gesù. Scosso fino al midollo, trema da allora senza posa”.
RED CHESTNUT (ippocastano rosso) Aesculus carnea Hayne
“Per coloro che trovano difficile non essere in ansia per gli altri. Sono persone che in genere non si preoccupano di se stesse, ma possono soffrire molto per coloro a cui vogliono bene, perché temono sempre che accada lor qualche sventura”.
E’ un ippocastano più piccolo di quello bianco, più delicato, con una chioma ovale o rotondeggiante. I fiori sono rosa-rosso e il fogliame è verde scuro.
La paura più grande di Red Chestnut è quella della separazione. Il primo atto di consapevolezza dell’essere umano è la distinzione fra sé e l’altro da sé. Il rimedio Red Chestnut aiuta a recidere il cordone ombelicale che lo lega ai suoi cari. Chi vive lo stato disarmonico Red Chestnut è un individuo molto sensibile e registra i disagi, i disappunti, l’aspettativa dell’altro, ma così le emozioni dell’altro diventano le proprie. E’ una persona che non riesce a lasciare andare legami difficili, insoddisfacenti e dolorosi.
I Red Chestnut cercano di portare il mondo esterno ai bambini anziché lasciare che questi lo scoprano. Se questo istinto viene represso o il fanciullo non si ribella, difficilmente arriverà alla maturazione cognitiva, con la conseguenza che, da adulto, potrebbe risultare tropo infantile.
L’individuo che desidera armonizzare uno stato Red Chestnut diciamo “negativo”, dovrà imparare ad accettare che ciascuno ha diritto alla propria vita e quindi anche a propri dolori, alle proprie sconfitte, alle proprie sfortune, alle proprie malattie. Abbandonando i coinvolgimenti viscerali, potrà avere una visione d’insieme dove ogni affetto occuperà il suo proprio spazio, la vita riacquisterò armonia e bellezza.
Bibliografia:
- I fiori di Bach – Accademia Centaurea – Macro Edizioni
- Nuove terapie con i fiori di Bach – D. Krämer – Ed. Mediterranee
- Fiori di Bach – 38 descrizioni dinamiche – R.Orozco – Ed. Centro di benessere psicofisico