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…Lo SHIATSU, questo meraviglioso modo per entrare in contatto con l’altro e che permette all’altro, attivando la propria creatività, la propria sensibilità, l’ascolto di se stesso, di migliorare la qualità della vita, ecco sullo shiatsu vorrei scrivere alcune note.

Abbiamo visto che il contatto con la mano è il primo gesto nella pratica dello shiatsu…semplicemente l’appoggiare la mano è stabilire un profondo contatto con il ricevente…una sensazione molto bella.

Prima del contatto abbiamo però altri metodi per poter capire quello che l’individuo ci porta per cercare di riuscire ad aiutarlo nel migliore dei modi.

Tra questi metodi c’è l’ASCOLTO, l’attenzione per la vicenda della persona che abbiamo difronte, l’attenzione per le sua vicenda e per il modo in cui la racconta.

L’ascolto deve essere un ascolto “empatico”, dove c’è quel giusto distacco dalla persona, distacco che ci permette di cogliere “l’altro” per quello che profondamente è; dove è molto importante “ascoltare tra le righe”, dove è importante ascoltare il tono della voce che il ricevente utilizza, tono della voce che a volte non è adeguato al contenuto del fatto/vicenda che ci sta raccontando e che ci fa vedere delle dissonanze….sta a noi scoprirle e delicatamente, se il caso, portarle all’attenzione del cliente.

Un breve colloquio è molto importante perché ci può fornire informazioni sullo stile di vita del ricevente e scoprire così eventuali squilibri di lunga data. Possiamo scoprire che ci sono problemi di insonnia, piccoli dolori alle vertebre cervicali, stati di ansia, disturbi digestivi, ecc.

Escluse logicamente le patologie che sono materia medica, tutto ciò più sopra descritto ci può fornire del materiale prezioso per cercare di riportare in equilibrio lo stato generale della persona che è venuta da noi.

Molto importante è poi l’osservazione del colorito del viso, che a parte il colore naturale della pelle legato alla razza, può presentare dei segnali di carenze o di eccessi degli organi. Ad esempio chiazze rosse sugli zigomi, cerchi blu/neri intorno agli occhi, ecc.

Abbiamo poi la “tinta” del viso, che è quel sottile, quasi impercettibile velo, quasi un riflesso che può sfuggire all’osservazione frettolosa, ma che invece appare ad un “guardare” profondo, molto sottile che si può affinare con l’esperienza. Quante informazioni è in grado di darci, ci può saper dire se siamo più vulnerabili ad alcune cose, in alcune situazioni, ecc.

Non dimentichiamo poi gli occhi, lo sguardo quante cose ci può raccontare?

Oltre al viso prendiamo poi in considerazione il linguaggio corporeo che può esprimere dei movimenti forti o pesanti, con agitazione oppure dei movimenti lenti, con letargia, voce debole o ancora uno stato di confusione ed un parlare incessante, ecc.

…..continua…..

 

(liberamente tratto da “Teoria e pratica Shiatsu di Carola Beresford-Cooke)