“Ciò che anche verrà, ciò che anche la prossima ora, il prossimo giorno mi potranno portare incontro, sebbene mi sia del tutto sconosciuto, non lo posso innanzitutto cambiare mediante alcuna paura o timore.
Io l’attendo con il più profondo silenzio dell’anima, con la più assoluta calma del mare del sentire.
Colui che può andare incontro al futuro con tale calma, e tuttavia non lasciar venir meno in alcun modo la sua energia, la sua forza d’azione, in costui le forze dell’anima possono svilupparsi nel modo più intenso e nella forma più libera. E’ come se davanti all’anima cadessero al contempo impedimenti su impedimenti, quando essa viene compenetrata sempre più da quell’atmosfera di dedizione di fronte agli eventi che fluiscono dal futuro.
Questo sentimento di devozione è…quell’atmosfera che si rivolge al futuro e al corso, compenetrato di saggezza, degli eventi. Dedizione a ciò che si chiama divina saggezza: il suscitare in se stessi sempre a nuovo il pensiero, lo stato d’animo, l’impulso della vita del sentire che quanto verrà dovrà essere e in qualche direzione dovrà avere i suoi buoni effetti”.
Dalla conferenza “L’intima natura della preghiera”
di Rudolf Steiner – Berlino 17-02-1910.